giovedì 10 ottobre 2013

Il Sinodo sulla famiglia che vorrei

Mi piacerebbe pensarlo intorno a una tavola, a condividere un pasto, in cui magari ognuno ha portato qualcosa per aiutare chi ospita. Mi piacerebbe pensarlo con la presenza dei bambini, che poi dopo "vanno a giocare di là" e "i grandi" parlano. E che la benedizione prima di iniziare la proponga e la guidi una coppia di sposi.

Fantastico un po', ma solo un po'. Sto pensando al prossimo Sinodo straordinario sulla famiglia - "Le sfide pastorali della famiglia nel contesto dell'evangelizzazione" - che si svolgerà a Roma tra il 5 il 19 ottobre 2014. Un'occasione bellissima, che mi entusiasma.







Mi piacerebbe che la famiglia e il matrimonio, per essere davvero "soggetti" del discorso, per essere protagonisti, come si scrive nei documenti, non divenissero oggetto di riflessioni e decisioni figlie solo della preoccupazione.

La questione dei divorziati risposati, urgente soprattutto per le persone che vivono questa condizione, o anche di riflesso le implicazioni di novità sul celibato dei sacerdoti, se messe troppo in cima alla lista delle priorità, rischiano di confermare uno stereotipo strisciante che non amiamo divulgare nella Chiesa: ossia che, in fondo, questi pazzi che si sposano e loro famiglie sono un po' una scocciatura, un intralcio.


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