
Stasera abbiamo un amico a cena. Dopo il lavoro passo al supermercato a prendere quelle ultimissime “cosette” che ci si dimentica sempre. Alla cassa prendo il telefono e chiamo mia moglie per assicurarmi di non aver dimenticato nulla. E lei: “Secondo te dobbiamo prendere un gelato?”. Rispondo: “No, no, figurati.” E attacco. Dopo qualche secondo ho un’illuminazione e subito ricordo che l’incomprensione tra l’uomo e la donna inizia col peccato originale e che dalla superbia della Torre di Babele scaturisce la confusione delle lingue. Nella “lingua” di mia moglie, infatti, “Secondo te dobbiamo prendere un gelato?” vuol dire “Prendi il gelato, mi raccomando”. Faccio dietrofront, prendo il gelato e torno a casa: che forza il matrimonio!

28 commenti:
e lei ti avrà detto vedendolo: ah, questi gusti hai preso?...
be', diciamo che hai una moglie molto diplomatica!
;-)
nel mio caso la domanda della moglie sarebbe suonata più o meno così: "Ma che tu vuoi un po' di gelato?"
Grande!
Anche a mia moglie sarebbe piaciuto esprimersi in quel modo, ma conoscendomi avrebbe detto: "Prendi il gelato!".
Poi, però, offrendomi la possibilità di inserie dei gusti a mio piacimento
Non sia mai!!!
Il gelato confezionato, acquistato al supermercato, tipo carte d'or, algida, bindi o - ancora peggio - quelli degli hard discount senza marca...
Confesso che -malgrado la forza innegabile del matrimonio- non sempre riesco a comprendere mia moglie. Alla domanda "Preferisci uscire o restare in casa?" lei può anche rispondere "E' martedì!"... e lì proprio non so che fare.
Faccio i complimenti a Paolo per aver compreso le profonde motivazioni psicologiche che sono alla base della meta-comunicazione di mia moglie e all'anonimo per aver sottolineato l'abisso nel quale si trova l'"Homo supermercatensis".
Questo è il vero problema della nostra Italia. Prima fanno i moralisti, poi il sabato e domenica passano le giornate nei centri commerciali e outlet a passeggiare, consumare e acquistare secondo il motto "Acquisto ergo sum"...
Altro che: il gelato confezionato è il problema minore!!!
Poi fanno i moralisti...
ah. no è!!!
non so chi si celi dietro l'anonimo, ma l'unico e solo moralista del gruppo di "motividifamiglia" brandisce fiero la sua "coerenza"...
rivolgete le vostre invettive a Marcello... MA-RCE-LLO!
Chiaro?
:D
Premesso che anche il moralista acquista gelati al supermercato (e così la mia quota di delazione quotidiana è andata), io non vado mai a "passeggiare" in certi luoghi. Io ci vengo trascinato in ceppi dagli eventi; entro a capo chino e col senso di colpa e ne esco psicologicamente distrutto; sono una vittima. Sogno di fare la spesa fuori dai circuiti della grande distribuzione, ma "gn'aa faccio" (direbbe Funari). Ora mi fermo perché debbo piangere.
"avrebbe detto" Funari....
ci vogliono le prove!!!
Tornando al tema (la metacomunicazione familiare), mia moglie a questo punto direbbe "aaargh xxx jhiugjd gulp!" che nella sua lingua vuol dire "prego vivamente di non proseguire nello scrivere cotali noiose corbellerie". Ma, si sa, le donne proprio non capiscono l'umorismo maschile.
Fino ad ora, i moralisti - a dispetto del nome di cui si fregiano - non hanno smentito di consumare gelato industriale. Nulla eslcude che frequentino regolarmente i centri commerciali e organizzino le feste dei loro figli da Mac Donald's.
Le mogli sono complici e poi danno le mutande agli zingari!!
lo confesso... io amo il buono e vero gelato artigianale ma raramente compro anche quello industriale, perché sono goloso e mi faccio fregare dalle offerte (vilipeso da mia moglie, quella delle mutande di cui all'anonimo).
Mentre posso fieramente dire di non bazzicare centri commerciali né tanto meno di organizzare feste a McDonald... Mia moglie potrebbe avere una crisi nervosa...
Spiegate meglio quella storia delle mutande. Non tutti leggono il blog di Accattoli! ...la frase è davvero equivoca!
Confermo che le feste dei figli del moralista sono "esemplari"... un modello da seguire (facciamo un post?).
"Esemplari"...
Inammissibile, signor Marcello, la sua osservazione è inammissibile: primo perché Lei fa parte dell'organizzazione e quindi ha un rapporto di complicità con il moralista; secondo, perché anche qualche dubbio sul suo moralismo lo potrei sollevare: wings, macdonald's e altro; terzo, perché Lei non dà sue referenze.... chi mi dice che Lei è un vero cattolico.
Cosa c'é di male nel mangiare gelato confezionato, fare due passi nei centri commerciali e mangiare favolose schifezze al McDonald's (cosa ci mettono dentro a quei panini che sono una droga ?). Mi son chiesto ... ma le mutande erano pulite ?
per le mutande... ci si riferisce a questo post:
http://www.luigiaccattoli.it/blog/?p=1778
Aaa Anonimo, ma che sta' a ddi'! Nun so' cattolico?? Ahò! Io so' più cattolico der papa!! Te dico solo che Dan Brown m'ha scerto pe' la parte der cattivo ner suo prossimo romanzo!
In ogni caso, se Lei vorrà palesarsi e abbandonare l'anonimato, sarà nostra premura invitarLa alle celebri e moralistissime feste dei figli del moralista, un'autentica esperienza di puro divertimento... sano, economico e (ovviamente) moralmente ineccepibile.
Per essere moralmente ineccepibile una vera festa moralista prevede l'animatore o no?
Eppoi, a volte il geleto confezionato (rigorosamente Algida) è migliore di alcuni (molti) artigianali.
Mò vado a leggere delle mutande.
saluti a tutti, bel post!
exanonimo
mmm... domanda difficile... tecnicamente, nelle nostre feste non c'è mai stato l'animatore (tranne un caso memorabile in cui io e Luisa ci siamo mascherati da clown...) per semplice carenza di budget (argomento moralista doc).
Eh no, il vero argomento moralista è: lo posso pure prendere il mago clown e dargli 250 euro per due ore, ma con gli stessi soldi posso farci un sacco di bene!
exanonimo
ahahahaha.... è vero, hai ragione... non ho avuto il coraggio di esplicitarlo... sono un po' moscio sti giorni
Alle feste dei figli del moralista anche i regali sono moralisti. C'è ovviamente un regolamento moralista che spiega agli invitati come regolarsi (se no che regolamento sarebbe...).
Allora tu puoi fare tre cose per le feste dei figli del moralista e della moralistissima consorte.
1) Ti presenti senza regalo ma con le braccia alzate, il passo ciondolante, il sorriso da discorso della montagna, e canti "jeeeeesahel"
2) Ti presenti senza regalo ma con una busta con qualche soldo - l'importo rigorosamente anonimo - che provvederai a lasciare all'entrata nell'anfora di coccio che raccoglie le offerte destinate
ai bambini zingari africani
3) Ti presenti con il regalo, che consegni ovviamente ai figli del moralista, che che i figli del moralista moralistissimamente restituiranno ai figli degli invitati pregandoli di accettare il loro regalo.
il vostro garrulo cinismo dimostra che siete inconsapevoli che è grazie ai "veri moralisti" che il mondo ancora non è esploso (da "I principi fondamentali della Costituzione moralista")... comunque...
1) Jesahel non è nella playlist ufficiale, ma ci sei andato vicino.
2) se sono africani in genere non sono zingari, ma molto molto residenti. Al massimo diventano "pericolosi clandestini"
3) (tutto vero, ma i miei figli col cavolo che te ridanno il regalo!... ma non lo dite agli altri moralisti)
Se hanno evitato la sua esplosione non hanno evitato la sua demoralizzazione.
Per i regali moralisti ovviamente ci ci sono i negozi del commercio equo e solidale. Poi si fa anche un regalino al fratello/sorella del festeggiato che altrimenti si sente escluso.
E le candeline della torta si fanno spegnere a turno a tutti i bimbi per contentare tutti.
Ovviamente antimorale (anzi da scomunicare) il rito "scartalacarta" con omonima canzoncina (stupidissima).
exanonimo
(argh!!! scartalacarta lo cantiamo anche noi)
Fare regali ai non festeggiati o far spegnere le candeline agli stessi è profondamente anti-moralistico. Il non festeggiato deve saper stare al suo posto e attendere il suo turno... dico bene morali'?
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